Controllo di Gestione in ortofrutta come leva strategica: il caso Melinda

gestione contestazioni in ortofrutta

In un mercato sempre più veloce e complesso, il controllo di gestione in ortofrutta non può più limitarsi al semplice monitoraggio dei numeri. Oggi, è una vera leva strategica, capace di orientare le scelte aziendali, migliorare l’efficienza operativa e promuovere una cultura del dato condivisa.

Lo dimostra il progetto “Fenice” realizzato da Melinda, realtà di riferimento nel settore agroalimentare, insieme a Quin e Teikos, partner strategici anche dell’ecosistema Navgreen.

Perché ripensare il controllo di gestione?

Il cambiamento parte sempre da dentro. Per Melinda, la necessità di ripensare il proprio sistema di controllo è nata dalla consapevolezza che mancava una vera condivisione del dato tra le diverse aree aziendali. Il sistema precedente non garantiva aggiornamenti tempestivi e affidabili, ostacolando decisioni rapide e coordinate.

Secondo il Chief Financial Officer Michele Rosani, il primo passo è stato riconoscere che un controllo di gestione strutturato non è solo uno strumento operativo, ma un abilitatore di visione e governance. I primi benefici? Una maggiore trasparenza interna, più capacità di pianificare e monitorare, e un coinvolgimento diffuso su obiettivi comuni.

Metodo, persone e strumenti

Alla base del progetto c’è stato un approccio integrato: processi, persone, strumenti. Come racconta Luca Comello, Head of Project & Innovation Management di Quin, il progetto ha seguito una roadmap chiara: dall’audit iniziale alla diffusione della cultura del controllo, passando per automazione e reporting avanzato.

Un ruolo centrale è stato svolto da Teikos, grazie a una collaborazione solida con Quin. Il loro contributo ha permesso di affrontare in modo efficace la gestione del cambiamento, un passaggio fondamentale per il successo di qualsiasi trasformazione.

Cultura del dato e nuovi ruoli in azienda

Il cambiamento culturale è forse l’elemento più significativo. Il progetto ha ridefinito non solo strumenti e procedure, ma anche ruoli e responsabilità. Il CFO, ad esempio, evolve verso una figura sempre più strategica, capace di guidare la crescita e non solo di registrarla.

Grazie a una cultura del dato finalmente condivisa, oggi Melinda è in grado di prendere decisioni più informate, veloci e allineate con la strategia. Il controllo di gestione è diventato un asset competitivo, non più un semplice obbligo amministrativo.

Uno sguardo al futuro

Il progetto è solo l’inizio. Le prospettive sono ambiziose: rafforzare ulteriormente l’integrazione tra sistemi, spingere sulla data intelligence, estendere la logica di controllo a tutta la filiera.

Una parola chiave per riassumere il progetto? Visione. Quella di un’azienda che guarda avanti, di partner che costruiscono valore insieme, e di una trasformazione che mette al centro le persone, i processi e l’innovazione.

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